Mamme e lavoro, tra sensi di colpa e scelte difficili

Le mamme che lavorano sono invase da dubbi e sensi di colpa. In una era moderna e iper tecnologica, ci sono ancora dei pregiudizi e scuole di pensiero che mettono una madre in forte difficoltà.

Dopo la nascita di un bambino, una madre che deve rientrare a lavoro si trova in una situazione molto particolare. Si cerca di posticipare il rientro, capire come gestire tutto quanto e anche come “staccarsi dal bambino” fidandosi e affidandosi a terzi (nonne, baby sitter o asili).

I bambini hanno bisogno della figura materna per crescere  e le madri non smetteranno mai di sentirsi in colpa perché devono lavorare. La società moderna sta cambiando e ora un bambino che resta con il padre, non è più utopia ma realtà. Nonostante questo il preconcetto è ancora vivo e la situazione del lavoro femminile in generale mette l’accento anche su questo infelice aspetto.

Mamme che lavorano, come gestire tutto senza sensi di colpa?

Una mamma che lavora deve riuscire a gestire tantissime cose. Organizzare una giornata dividendosi tra i bisogni dei suoi bambini e quelle del lavoro non è facile, soprattutto se le fanno sentire in colpa.

Come accennato, la società sta pian piano cambiando anche se dati sul lavoro femminile in Italia pubblicati da fonditalia.org non sono per nulla positivi. Se una donna non mamma fa fatica a trovare una occupazione e ad affermarsi, una madre è ancora di più sotto la lente di ingrandimento. I doveri mettono sotto pressione e a dura prova ogni donna.

Le necessità sono molte e una donna è assolutamente in grado di dividersi tra famiglia, lavoro, doveri e piaceri personali. Gli esperti hanno potuto valutare anche un altro aspetto, infatti non manca mai l’organizzazione ad una madre che lavora ma la consapevolezza. Ci sono moltissime donne in grado di fare tutto, ma altrettante persone esterne a far sentire loro il peso del senso di colpa.

Pregiudizi e tabù socio-culturali ruotano ancora attorno alla genitorialità, anche se in questi ultimi anni si vede un piccolo cambiamento. Le famiglie si suddividono i compiti ed entrambi i genitori sono importanti per il figlio, allo stesso identico modo.

Nel Nord Europa, per esempio, la mamma ricopre più ruoli nello stesso giorno senza dimenticarsi le priorità e le sue necessità senza che nessuno le punti contro il dito. Non solo, pochi mesi dopo il parto tornano a lavorare e affidano il figlio all’asilo.

Le scelte e i sensi di colpa delle madri che lavorano

Il senso di colpa è, in linea generale, una emozione che difficilmente permette di compiere azioni senza pensare all’infelicità altrui. Una donna che non lavora cresce dei figli felici? Non è detto, i figli sono felici se amati e seguiti da entrambi i genitori e non se qualcuno smette di lavorare.

Gli esperti mettono l’accento sul fatto che non esistono dei genitori perfetti, ma  quelli che imparano e crescono giorno dopo giorno con il proprio figlio.

Il senso di colpa va combattuto, abbandonando la continua ricerca della perfezione e contrastando ogni tipo di diceria/intromissione da parte di terze persone.

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