L’indice glicemico: cos’è e a cosa serve

L’indice glicemico indica la capacità di un alimento di innalzare il livello di glucosio nel sangue. Un elevato valore della glicemia causa la secrezione di insulina in quantità eccessive ed è in grado di ingenerare una serie di disturbi/patologie, tra cui il diabete.

Cos’è l’Indice glicemico

Il concetto di Indice glicemico (IG) nasce originariamente nell'ambito della terapia dietetica finalizzata a contrastare i deleteri effetti del diabete. Lo stretto rapporto intercorrente tra aumento di peso ed IG, però, ha fatto sì che quest’ultimo venga ampiamente utilizzato anche da coloro che, pur non soffrendo di alcuna patologia, vogliano semplicemente tenere sotto controllo il proprio peso corporeo.

L'indice glicemico, infatti, misura la capacità di uno specifico glucide di innalzare il livello di glucosio nel sangue rispetto ad uno standard di riferimento, che è rappresentato dal glucosio puro e consente di migliorare il controllo della glicemia nel diabete classificando gli alimenti in base alla loro capacità di aumentare il livello di glucosio nel sangue.

La glicemia e l’insulina

Il valore che indica la quantità di glucosio nel sangue (che a digiuno è pari a circa 1 grammo per litro) prende il nome di glicemia.

Quando si assume un glucide, questo, con la digestione, si trasforma in glucosio con un conseguente aumento della glicemia.

Il livello di glicemia nel sangue incide notevolmente sui meccanismi che regolano l'aumento o la perdita di peso. La glicemia ha, infatti, la capacità di indurre la secrezione di insulina, un ormone prodotto dal pancreas riconosciuto come uno dei principali fattori di regolazione dell’accrescimento ponderale e del contenuto in grasso dell’organismo.

Se agli albori degli studi inerenti la glicemia si credeva che tutti i glucidi, a parità di quantità consumata, provocassero uguale risposta glicemica, a partire dalla metà degli anni '70, è stato dimostrato che a parità di contenuto di glucide puro, ogni alimento provoca un diverso aumento della glicemia e, pertanto, ogni glucide ha un proprio potenziale iperglicemizzante che deve essere misurato mediante l’IG.

Gli alimenti con un IG alto, infatti, vengono assorbiti velocemente e determinano un aumento rapido della glicemia, altri rilasciano il glucosio più lentamente (IG basso).

Come si calcola l’indice glicemico

L'indice glicemico di un alimento si quantifica assumendone 50 grammi e monitorando, nelle due ore seguenti, i livelli glicemici. Tali valori andranno poi confrontati con quelli dello standard di riferimento.

Se un alimento ha un IG pari a 70 significa che ingerendo 50 grammi di quel dato alimento la glicemia sale del 70% rispetto a quanto avviene con 50 grammi di glucosio.

I disturbi derivanti da una alimentazione ad alto carico glicemico

Un’alimentazione che prevede il consumo di alimenti ad alto indice glicemico è causa di una serie di inconvenienti, in alcuni casi anche gravi. Il continuo e rapido aumento della glicemia causa un’alterata risposta insulinica, un sovraccarico di lavoro per il pancreas che, a sua volta, origina inizialmente insulinoresistenza e successivamente la comparsa del diabete, favorisce l’aumento di peso dovuto all'abitudine dell’organismo ad utilizzare gli zuccheri anziché il grasso, determina l’aumento del rischio di carie e di patologie oncologiche dovute allo stress ossidativo.

Il diabete: Tipo 1 e Tipo 2

Tra le più comuni patologie legate all'alterata quantità e/o alla disfunzione dell’insulina e alla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue, c’è sicuramente il diabete.

Generalmente si distinguono due tipologie di diabete:

Tipo 1, che si manifesta già durante l’infanzia ed è dovuto all’incapacità dell’organismo di produrre insulina. In questa forma di diabete (fortunatamente la meno diffusa), gli anticorpi non riconoscono le cellule del pancreas che secernono l’insulina, distruggendole. Per questo motivo il diabete di tipo 1 è considerato una malattia autoimmune, cioè dovuta ad una reazione immunitaria diretta contro l’organismo stesso.

Tipo 2, dovuto all’incapacità dell’organismo di utilizzare in maniera corretta l'insulina (si parla di insulino-resistenza). Questo tipo di diabete è favorito da fattori quali la sedentarietà ed il sovrappeso. Generalmente questa forma di diabete viene diagnosticata in età adulta, in quanto l’iperglicemia si sviluppa lentamente e inizialmente non manifesta sintomi palesi.

In entrambi i casi, la diagnosi avviene mediante la misurazione dei livelli di glucosio nel sangue.

I valori della glicemia nel diabete

I valori della glicemia che consentono di diagnosticare il diabete, da confermarsi in almeno due diverse circostanze, sono uguali o superiori a 126 mg/dl a digiuno (almeno 8 ore di astensione dal cibo) oppure a 200 mg/dl mediante prelievo operato due ore dopo la somministrazione di una soluzione apposita contenente 75 g di glucosio.

I sintomi del diabete

I sintomi del diabete sono, generalmente, l’aumento della quantità delle urine, la sensazione di sete intensa, la perdita di peso senza apparente spiegazione, la vista offuscata, l’astenia, la secchezza cutanea.

Escludendo le problematiche legate alla sindrome autoimmune costituita dal diabete di tipo 1, appare evidente, ancora una volta, la stretta correlazione esistente tra salute, stile di vita sano e corretta alimentazione.

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