Cosa sono le emorroidi esterne? Scopriamo di più

Quando le emorroidi si infiammano, son dolori! È vero che talvolta questo disturbo può essere asintomatico, ma spesso, chi ne soffre, lamenta dolore (anche acuto), prurito e altri fastidi non proprio gradevoli. Questa condizione può incidere negativamente anche sul nostro umore, sulle nostre relazioni interpersonali, poiché disagio, vergogna e imbarazzo fanno sì che non stiamo molto volentieri tra le altre persone. Non preoccupiamoci, poiché la crema rettale Proctosoll può contribuire ad attenuare la sintomatologia spiacevole, unitamente ad alcuni suggerimenti pratici da applicare nel quotidiano.

Dove sono localizzate, esattamente, le emorroidi esterne?

Le emorroidi (o cuscinetti, gavoccioli emorroidari) sono strutture anatomiche fisiologicamente localizzate all’interno del retto perineale (gavoccioli emorroidari interni) o all’esterno di esso, attorno all’orifizio dell’ano (gavoccioli emorroidari esterni). Le emorroidi esterne sono individuabili a occhio nudo. Il loro aspetto è di morbidi rigonfiamenti di tessuto connettivo, fibroso, muscolare liscio, e sono altamente vascolarizzati, cioè attraversati da vasi sanguigni.

I gavoccioli esterni sono collocati, per la precisione, sotto la linea pectinea (nota anche come linea pettinata o linea dentata), cioè quella linea ideale che separa il canale rettale dall'ano in base al differente tipo di mucosa di rivestimento.

La mucosa che ricopre l'ano è decisamente più sensibile rispetto a quella del retto. Per questa ragione, le emorroidi esterne hanno una sensibilità dolorosa notevolmente più spiccata di quelle interne, posizionate invece in una zona debolmente raggiunta da terminazioni nervose.

Cosa succede quando le emorroidi esterne diventano patologiche?

Quando le vene emorroidali esterne si dilatano e si infiammano, i cuscinetti si gonfiano e diventano patologici e sintomatici. Per riconoscere il disturbo, possiamo osservare alcune condizioni caratteristiche:

  • Sensazione pruriginosa, unitamente a cute secca (sensazione di “pelle che tira”) in zona peri- anale, con un fastidioso stimolo al grattamento, che non andrebbe assecondato, per non acuire il fastidio.
  • Sensazione di “ano umido”, cioè la sensazione di non sentirsi puliti.
  • Fitte acute di dolore, specialmente durante l’evacuazione.
  • Sensazione di corpo estraneo all’interno del canale anale,
  • Sensazione di incompleta evacuazione.
  • Sensazione di frequente stimolo a evacuare.

Cosa può dare origine all’infiammazione emorroidale?

Si tratta di una patologia le cui cause sono molteplici. Proviamo a elencare alcune delle condizioni predisponenti più diffuse. Probabilmente alcuni di noi si riconosceranno in una di queste evenienze:

  • Altri casi di malattia emorroidaria conclamati in famiglia.
  • Dieta alimentare sregolata e priva di importanti nutrienti e soprattutto povera di acqua e verdura, frutta, legumi e cereali integrali, ricchi di fibre utili alla peristalsi intestinale.
  • Evacuazioni faticose (stitichezza o anche diarrea, a causa del troppo abbondante passaggio di feci liquide, che possono acuire l’infiammazione locale).
  • Vita poco regolare: mancanza di attività fisica, consumo troppo frequente fumo e alcolici.
  • Pratica di attività fisiche a intenso sforzo (bodybuilding, equitazione, ciclismo) potrebbe determinare traumi al plesso venoso emorroidario.
  • Condizioni naturali come per esempio mestruazioni e gravidanza.

Vediamo come alleviare la sintomatologia e prevenirla

Nel nostro quotidiano, possiamo seguire alcune raccomandazioni e suggerimenti di salute:

Cerchiamo di muoverci e non stare troppo tempo seduti

Il disturbo emorroidario ha a che fare con una insufficiente circolazione sanguigna nei vasi emorroidari: in particolare, c’è ristagno venoso. Se rimaniamo seduti troppo a lungo, la circolazione sanguigna rallenterà ulteriormente, e la pressione sulle vene emorroidarie ne provocherà la dilatazione, con il rigonfiamento patologico dei gavoccioli. Se siamo sedentari per pigrizia, è il caso di iniziare a fare qualche passeggiata, per alleggerire la pressione sulle vene emorroidali, facilitare la circolazione e contribuire alla riduzione dei sintomi dolorosi. Se siamo seduti o in stazione eretta per motivi professionali, cerchiamo di fare qualche pausa e muoverci un po’ per allentare attrito e pressione, minimizzando il dolore.

Detersione intima delicata

Strofinare in modo eccessivo non farà che peggiorare l’infiammazione localizzata, aggravando i sintomi e rischiando che i cuscinetti emorroidari si rompano, con fuoriuscita di sangue. Invece, è opportuno tamponare delicatamente la zona interessata per asciugarci. È bene usare un tipo di carta igienica priva di profumazioni o coloranti, che potrebbero provocare reazioni allergiche.

Evitiamo l’utilizzo del ghiaccio o dell’acqua fredda

Utilizzare il ghiaccio sulle emorroidi congeste darà solo un breve, momentaneo sollievo: infatti, le basse temperature provocheranno il restringimento dei vasi emorroidari i quali, contraendosi, peggioreranno la sintomatologia dolorosa. Al contrario, proviamo a immergere la zona ano- rettale in acqua a temperatura ambiente o tiepida, per favorire il rilassamento della muscolatura a livello perianale e pelvi- perineale, agevolare il microcircolo nei gavoccioli emorroidari e migliorare i sintomi.

Occhio all’alimentazione corretta

Cerchiamo di evitare il consumo di alimenti e bevande che potrebbero acuire l’infiammazione: limitiamo quindi caffè, alcolici, spezie molto piccanti, cioccolato, insaccati salati. Invece, via libera ad almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, ad alimenti vegetali ricchi di fibre, in quantità adeguate e regolari (verdure di stagione, frutta fresca, cereali integrali e legumi ne contengono in quantità apprezzabili).

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