La riforma della scuola, ovvero: la distruzione del sapere, nel nome dell’Amore universale.
Così la scuola secondaria superiore italiana è stata «riformata». A scorrere il calendario non accadeva dal 1923, anno della cosiddetta riforma Gentile. E a raggiungere questo traguardo è il ministro dell’Istruzione Maristella Gelmini, che ha incassato dal Consiglio dei ministri l’ok ai regolamenti con cui riorganizza i licei, i tecnici e i professionali.
In effetti, però, la cosiddetta «riforma Gelmini» allo stato non è altro che una riorganizzazione delle scuole superiori: si sfoltiscono gli indirizzi e si riaggiustano gli orari (per di più tagliando le ore di lezione a scuola) e inoltre si riequilibra il peso di alcune discipline rispetto ad altre.
L’intera operazione non è altro che un taglio epocale, una misura mirata esclusivamente a risparmiare risorse. Ma dietro c’è molto di più: sulla scorta di una vulgata efficientista il governo ha di fatto separato in due il sistema scolastico. Da una parte ci sono i licei, dall’altra i tecnici e i professionali. Per entrambi sono tempi di magra, ma sono senza dubbio i secondi a farne la spesa maggiore, tant’è che se nei licei la riforma parte solo per i primi anni, nei tecnici e nei professionali sin da subito si andrà a una drastica riduzione dell’orario.
Il ministro, spalleggiata dal presidente del consiglio in persona, invece è su tutti altri toni: «E’ una riforma epocale e senza alcuna impronta ideologica. Certamente non studiata per fare cassa», ha detto.
La Gelmini si è limitata a cucire insieme un po’ di cose predisposte dall’allora ministro Letizia Moratti e altre partorite dal ministero guidato da Beppe Fioroni nel governo di centrosinistra. Scelta che secondo il ministro sarebbe garanzia di equidistanza, e che invece finisce per essere solo un pastrocchio con pochissimo respiro. Tutt’altro, insomma, dallo spessore che vorrebbe attribuire Berlusconi alla «riforma»: «Dal prossimo anno scolastico avremo delle scuole che possono essere comparate a quelle degli altri paesi europei – ha detto – perché, secondo quanto ci dichiarano tutte le imprese e le associazioni, la scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro». Non sono mancate, ovviamente, le battute sulla ministra neo sposa «ha lavorato alla riforma invece di andare in viaggio di nozze».
Per quanto riguarda gli istituti tecnici e i professionali, la vera cifra della riforma è un taglio drastico dell’orario, 32 ore di 60 minuti al posto delle 36 ore di 50 minuti attuali per i tecnici e ben 32 ore al posto delle 36 di oggi per i professionali. Con la promessa che si starà meno sui libri e più nei laboratori. Il tutto condito da promesse di «laboratori» più numerosi (e anche di risorse) e una grandissima flessibilità del curricolo negli ultimi anni che prelude a un prossimo ritorno a una grande varietà di indirizzi. Il taglio delle cattedre è conseguente: se ne calcolano 17 mila.
«Il riordino della scuola superiore del governo non è una riforma, è un taglio epocale alla scuola pubblica italiana che ci allontana dall’Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro paese», il commento del segretario del Pd Pierluigi Bersani, che ricorda un grosso limite della riforma: la completa assenze di possibilità di «passaggio» tra un sistema e l’altro: «La scelta compiuta a 13 anni diventa nei fatti irreversibile per la grande differenza di programmi proposti dai diversi percorsi formativi sin dal primo biennio, favorendo la dispersione scolastica», dice Bersani. Durissima la Cgil, con il segretario della Flc Mimmo Pantaleo: «Ciò che il governo ha approvato non è una riforma ma solo una rigorosa applicazione dei tagli decisi dal Ministro Tremonti. Il confronto con le organizzazioni sindacali è stato ancora una volta ininfluente rispetto alle scelte finali nonostante le proposte avanzate nei tavoli tecnici e sistematicamente ignorate».
La vignetta di oggi è stata disegnata da Antonello Angotzi, vignettista emergente, amico del blog, che ha letto con un occhio satirico la vicenda della riforma. Non c’è bisogno di spiegazioni, se volete provare a riempire lo spazio vuoto vi accorgerete da soli di quella che sarà l’unica vera materia insegnata dal prossimo anno: la parola del nuovo Signore dell’Amore.

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Eh via tagliamo i fondi alla scuola….giusto perchè non bastava il patto di Stabilità che “fornisce” tot soldi all’anno e basta e questo deve bastare per tutte, e ripeto tutte le spese, ordinarie e satraordinarie, ora ci mettiamo pure a tagliare i fondi, a licenziare e a diminuire l’istruzione…sono sempre più convinto che questo paese faccia schifo…appena posso me ne vado…
E c’è chi dice orgogliosi di essere italiani?! Per cosa? Sono orgoglioso dell’Italia “solo” per il suo patrimonio artistico e paesaggistico per il resto questo paese sta andando in malora e i politi che dovrebbero aiutare la popolazione e lavorare per il bene del paese che fanno? Si aumentano lo stipendio (che se gli va male prendono 15 mila euro al mese) e pensano a procurarsi immunita ai processi e via dicendo…
l’unica riforma da fare in questo paese è una sola, eliminare politici e magistrati e rifare tutto da capo…
Beh sì diciamo che la vignetta mia si sarebbe potuta fare meglio… sono io il bamboccione che ha deciso di “vedere la nostra società con una BIC”, più che deciso diciamo che è successo!!!
Come tante cose che succedono per caso, anche questa è una di quelle!!
Quella che invece, a mio avviso risulta essere la norma, sono le cose che NON succedono per caso, ma sono macchinosamente e volutamente progettate: la riforma scolastica che, come ha ricordato Sara nel suo articolo, è parte integrante dei tagli voluti da Tremonti, ne è un esempio perfetto! L’ennesimo danno. Io credo che per valutare meglio i danni che, a livello di formazione, sono stati fatti negli ultimi 15-20 anni di Storia Italiana, bisogna staccarsi un attimo anche alle vicende odierne, per poi tornarci tra un pochino!
Per chi ha visto Videocracy, non è un problema rendersi conto di quale sia l’Italia del nuovo millennio, parte integrante dell’Europa, ma che con l’Europa non ha quasi nulla a che vedere, se non altro per futuro che l’attende!
L’Italia di oggi non ha e non può avere futuro, per due ragioni molto semplici legate a doppio nodo tra di loro:
1) Il meccanismo clientelare presente in tutte le sfaccettature del mondo del lavoro della nostra società sta implodendo, a breve ce ne renderemo conto;
2) Chi ha l’onere di formare il “senso critico”, utile all’uomo per qualsiasi tipo di scelta, non è più in grado di farlo: la scuola!
L’ultima delle riforme scolastiche è questa, nata dopo 20 anni circa di bombardamento mediatico, e di stravolgimento dell’italiano:
- casa e libertà
- popolo e libertà
- famiglia
- giustizia
- amore e odio
- riforma
Queste parole non hanno più senso nel nostro vocabolario, perché ormai snaturate, corrotte e usate troppo spesso a sproposito!
Qualche esempio. Giochiamoci un pochino!:)
LA CASA: se oggi non è quella del Grande Fratello, non può certo esser quella di quelli Abruzzesi che ancora ne aspettano una; e se si tratta di un concetto metaforico, la casa rappresenta benissimo l’unione di più persone sotto uno stesso tetto, dove scambiarsi concetti, idee o semplicemente parlare… ma una casa può esser delle libertà? Certo che si se le persone che la abitano “…fanno un pò come cazzo gli pare” [C.Guzzanti], ma questo, credetemi, non è certo una novità, da sempre noi tutti a casa nostra facciamo i cazzi nostri, la novità è quando con CASA, ci si rende conto, si fa riferimento a una casa molto più vasta: IL PAESE! E allora casa diventa POPOLO, facendo diventare tutti noi dei coinquilini della casa, e si sa tra i coinquilini le cose non sempre vanno d’amore e d’accordo e spesso qualcuno cerca di avere dei privilegi che altri non hanno… e spesso ci riesce!
Non siamo una Famiglia unita, ed è per questo che ci sono dei coinquilini che vanno a zoccole e qualcuno dice siano anche “Sbarbine”, e invece chi va a Trans: il primo comunque, ci tengo a precisare, è motivo di orgoglio del popolo, perché chi del popolo non ha sognato una notte brava con una “Sbarbina”; il secondo invece fa un pò senso e bisogna farlo uscire dalla casa: nominiamolo!
Una volta nominato, lo si mette al tele-voto… almeno ci si salva la faccia: “Maci” e “strani individui” coinquilini?? Quando mai si è visto?
Ecco perché poi si arriva a parlare di GIUSTIZIA: perché non ce n’è sia troppa se non si capisce che è più giusto andar con le Sbarbine piuttosto che con i Trans; non c’è giustizia dentro la stessa casa, nello stesso popolo, con i coinquilini se non troviamo, tra loro, quello “più uguale degli altri”, il che è come dire che è quello più buono degli altri: poverino, forse non lo AMIAMO più!
E dopo “Scusa SE ti chiamo AMORE” e “Scusa MA ti chiamo AMORE”, allora è:
AMORE e ODIO!
Una tempesta di sentimenti travolge la casa, il popolo, i coinquilini… aiuto la RIFORMA è fatta e non è, qualcuno già ora ne ha il presentimento, solo una RIFORMA SCOLASTICA!!
A parlare si dicono e si possono dire tante cose, quello che contano sono i fatti. Da vignetta: è un fatto che prima qualcosa la si imparava e se no ti bocciavano; è un fatto che se tu hai le scuole che cadono a pezzi con insegnanti che spesso avrebbero bisogno di tornare sul banco degli alunni (richiamo al meccanismo clientelare citato prima!) e tagli i fondi alle scuole, come faranno queste a garantire un servizio serio? è un fatto che la scuola oggi non forma e che a formare ci pensa la TV ed è un fatto molto emblematico che vi siano così tanti ragazzi che fanno il provino per il Grande Fratello e che lo vogliono fare, rispetto a quelli che vogliono andare a scuola e capire il perché a scuola ci si va; è un fatto ad esempio che se si passano le selezioni per medicina e gli esami della facoltà di medicina con i famigerati accozzi, il medico che ne verrà fuori non sarà preparato; discorso lineare anche per Ingegneri e altri professionisti…; è un fatto che se si continua di questo passo imploderemo… spetta a noi tutti fare in modo che i nostri figli possano vivere meglio!
Se oggi, di fronte a questo schifo, non troviamo il coraggio di indignarci e di raccontare la Nostra indignazione… beh allora tanto vale vivere.
IO MI INDIGNO E PROVO A RACCONTARLO CON UNA VIGNETTA, TU COME LO VUOI RACCONTARE?
Antonello Angotzi